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APPROFONDIMENTI ( deepenings ) ARCHITETTURA ORGANICA - Organic Architecture
Carlo Sarno
PROGETTARE ,
COSTRUIRE E ABITARE CON DIO La finalità principale
dell’Architettura è la realizzazione dell’amore di Dio nel mondo. Ciò significa
che l’Architettura è buona ed organica quando scaturisce da un atto di amore che
concorre al buon vivere ed al buon abitare e, quindi, alla libera e vera
espressione di buoni sentimenti e buone azioni.
A tutti gli abitanti
che desiderano vivere con verità e amore.
Introduzione
Nell’Antico Testamento della Bibbia così si legge:
“ Con la sapienza si costruisce la casa,
con la prudenza si rende salda,
con la scienza (e l’arte) si riempiono
le sue stanze
di tutti i beni preziosi e desiderabili”
(Prov.24,3/4)
e dopo la Parola del Vangelo possiamo aggiungere:
“ E con l’amore di Dio si vive, si abita,
si progetta e si costruisce “.
Il nuovo principio dell’architettura è l’amore cristiano inteso come carità
universale.
Vitruvio, nell’età dell’impero romano, nel suo trattato ‘Dell’Architettura’
sentenziò che qualsiasi opera architettonica ha tre requisiti fondamentali: la
firmitas, l’utilitas e la venustas, cioè rispettivamente la
solidità, l’utilità e la bellezza; nel libro I° , cap.3 scrisse : “ Solidità,
quando le fondamenta costruite con materiali scelti con cura e senza avarizia,
poggeranno profondamente e saldamente sul terreno sottostante ; utilità, quando
la distribuzione dello spazio interno di ciascun edificio di qualsiasi genere
sarà corretta e pratica all’uso ; bellezza, quando l’aspetto dell’opera sarà
piacevole per l’armoniosa proporzione delle parti ottenuta con adeguato calcolo
delle simmetrie “. Con
l’avvento della Parola di Cristo possiamo aggiungere alle tre categorie
classiche una quarta che le completa e le finalizza ad un progetto creativo di
respiro universale :” la Caritas “.
Scrisse S.Paolo nella I° lettera ai Corinzi :” La carità è paziente, è
benigna la carità, non è invidiosa la carità, non si vanta, non si
gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non
tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della
verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. “. La
carità rende partecipe l’architettura della vita divina, la libera, la proietta
in una dimensione sovrastorica sebbene ancorata ai bisogni della collettività :
una vera architettura è lievito per la civiltà .
Quindi i requisiti di una buona architettura risultano :
firmitas --- solidità
utilitas ---
utilità > epoca pagana
venustas --- bellezza
caritas ---
amore > epoca cristiana La
buona architettura , la vera architettura è espressione di buoni sentimenti,
promuove l’amore come partecipazione alla vita in tutte le sue forme, diffonde
la vera libertà, è congruente con il buon vivere ed il buon abitare. Una buona
architettura organica alla vita è sempre legata all'uomo , al luogo e al tempo ,
tre variabili che non si ripetono mai . Si sviluppa con amore , verità e libertà
dall'interno verso l'esterno , dalla vita interiore che si svolge nello spazio
all'ambiente esterno . Dio è la
misura, la proporzione ed il fondamento della buona architettura intesa come
opera caritatevole. E’
l’amore di Dio che agendo nella realtà, nel cuore degli abitanti , dei
costruttori e dei progettisti genera una buona architettura organica alla vita .
Il fondamento dell’architettura è l’amore ,
e poiché Dio è amore ,
il fondamento dell’architettura è Dio .
Carlo Sarno , 2000 .
PROGETTARE , COSTRUIRE E ABITARE
CON DIO
PRIMA PARTE
PROLOGO La
finalità principale dell’architettura è la realizzazione dell’amore di Dio nel
mondo. Ciò significa che l’architettura è ‘buona’
quando scaturisce da un atto di amore che concorre al buon vivere ed al buon
abitare e, quindi, alla libera espressione di buoni sentimenti e buone azioni. La
buona architettura si fonda sulla carità universale. Da sempre l’architettura ha
avuto un dialogo con l’amore, ma adesso è giunta l’ora di porre chiaramente la
carità di Dio a fondamento del ‘fare bene’ in architettura.
L’essere umano ha bisogno di vivere con Dio, di esprimere la realtà di Dio, di
comunicare la realtà di Dio. Dio
è inconoscibile: Gesù, parola viva di Dio ce lo ha rivelato. Noi immersi nel
peccato possiamo intravedere la pura realtà di Dio mediante la grazia e la
nostra fede. Nel
medioevo l’arte, l’architettura e la cultura in generale contribuivano a
divulgare il Vangelo. Bisogna recuperare questo ruolo perduto dell’arte e della
cultura. Il vero architetto è colui che coniuga l’intuizione mistica con
l’intuizione artistica e scientifica. La vera architettura è quella che ci parla
del mistero di Dio. Il vero architetto opera illuminato dallo Spirito Santo.
L’intuizione può pervenire ad espressioni pure che possono rappresentare la pura
realtà di Dio.
Occorre ricercare nell’architettura le forme, le relazioni, le funzioni, le
tecnologie, le combinazioni cromatiche, le geometrie e proporzioni, i contenuti,
i simboli, ecc. che possono esprimere organicamente le connessioni proprie al
messaggio evangelico.
L’architettura non può esistere senza Dio, è presenza di Dio, ha un solo
significato: quello di esprimere la realtà di Dio.
Architettura come carità significa architettura come amore verso Dio e verso
il prossimo alla maniera di Gesù.
LA MISSIONE DEGLI ARCHITETTI E DEI COSTRUTTORI
La missione degli architetti e dei costruttori è la creazione di oggetti e
spazi e relazioni per il buon vivere ed il buon abitare.
Tutte le categorie e le regole dell’architettura sono sottoposte
all’universale principio dell’amore. Si realizza una buona architettura organica
alla vita trasformando l’amore in forme, funzioni e relazioni ad esso congruenti
nel campo architettonico.
La missione degli architetti e dei costruttori è la realizzazione dell’amore
nell’architettura: applicare l’amore nell’architettura significa realizzare una
buona architettura.
Amore è giustizia, verità e bellezza nell’architettura. Amore è semplicità,
chiarezza e onestà. Amore è buona e organica architettura.
AMORE PER LA VITA Per
una buona architettura ci vuole un grande amore per la vita, intesa in tutte le
sue forme. La vita è la bellezza, la luce dell’esistenza, il soffio divino che
alimenta tutte le cose. La vita è la Parola di Dio.
L’amore è la direzione verticale nella spirale evolutiva della vita.
L’architettura è organicamente legata alla vita , profondamente umana ,
intensamente pervasa di amore.
L’architettura è la scienza dell’abitare al servizio dell’amore per la vita.
L’amore è armonia, serenità , bellezza , unità nella varietà, organicità e
integralità , la qualità che fa stare insieme tante parti diverse,
apparentemente contrapposte, ma poi risultanti nell’insieme belle e gioiose.
L’architettura è speculare alla vita, riflette la vita in tutta la sua
complessità, materiale e spirituale , si genera dall'interno verso l'esterno .
La
vera architettura concorre alla realizzazione della volontà di Dio, alla ricerca
della verità, alla comprensione della vita di Dio come comunione con l'umanità
e la natura .
LIVELLO GLOBALE E LOCALE Per
una buona architettura occorre un buon vivere, un buon esistere, e ciò deve
accadere sia a livello globale, contestuale, per quanto riguarda
la società e l’intera umana civiltà, sia a livello locale, nella capacità
dell’individuo di abitare pienamente e sanamente lo spazio-tempo-luce in cui
vive. Il
livello globale si estende dall’universo fisico all’universo
spirituale dell’uomo e comprende la connessione dell’uomo con una realtà più
generale e complessa in tutte le sue articolazioni. Il
livello locale puntualizza il rapporto stretto che intercorre tra
l’individuo ed il suo spazio fisiologico e spirituale, necessario ad abitare.
BONTA’ NELL’AGIRE
Spesso si perde di vista nei diversi mestieri l’idea di bontà, cioè il fine
realizzabile con un’opera buona , congruente con l’amore di Dio. Si
è distratti dal profitto economico, dall’efficienza produttiva, dai falsi
ostacoli legislativi, da una teoria troppo fredda e astratta, da sentimenti
disonesti verso la società.
Anche nel campo dell’architettura spesso ci troviamo di fronte ad enormi errori
di progettazione e costruzione, errori che un qualsiasi modesto buon senso
avrebbe potuto evitare. Ciò accade perché si perde di vista il fine del proprio
operare, la positività del proprio essere nel mondo.
Prima di una ottimale progettazione e costruzione funzionale, tecnologica ed
estetica ci deve essere la ricerca di un buon spazio di esistenza, di uno
spazio che susciti comportamenti rivolti al bene, alla libertà, alla
creatività. Un buon spazio-tempo-luce architettonico rinfranca lo spirito,
rinvigorisce il corpo, conduce ad una vita sana e costruttiva.
I TRE LIVELLI Non
ci potrà essere una buona architettura se non saranno armonizzati i tre livelli
del suo campo di attuazione: primo, il buon vivere ; secondo,
il buon abitare ; terzo, il buon progettare e costruire. Il
buon vivere implica una società fondata su principi
cristiani o comunque riferiti alla carità, un contesto sano e forte ove gli
elementi positivi dell’umanità trovano un terreno creativo adatto. Il
buon abitare è legato all’individuo, alla sua capacità di
esistere in un rapporto di carità con l’ambiente circostante, di partecipare
alla vita del luogo ove risiede. Il
buon progettare e costruire è l’attuazione in spirito di carità
del buon vivere e del buon abitare in forma costruita. I
tre livelli sono interdipendenti ed interagiscono tra di loro : una mancata
realizzazione di uno solo di essi danneggia profondamente il sistema urbanistico
e architettonico .
UN NUOVO ORIZZONTE L’amore è
il nuovo orizzonte dell’architettura . Tutta la
buona architettura deve essere permeata dal principio dell’amore , quindi
rivolta al bene e pertanto alla crescita positiva dell’umanità. In
ogni intervento architettonico bisogna sempre tentare , malgrado i vincoli
economici, legislativi, ambientali e culturali , di raggiungere il maggior grado
di buon vivere e di buon abitare mediante una buona progettazione e costruzione
che tenga conto della partecipazione degli utenti all’opera da costruire. Una
buona opera di architettura nasce da un rapporto organico , articolato e sincero
di amore tra i diversi attori che concorrono alla sua realizzazione:
dall’architetto all’imprenditore , dagli utenti agli operai , ecc.. Nell’insieme
una buona architettura è un atto di amore che nasce da una storia di amore.
L’amore di Dio illumina il nuovo orizzonte dell’architettura e apre nuovi
scenari alla possibilità umana di creare spazi, relazioni, tecnologie, forme
idonee alla realizzazione di quella parte migliore dei nostri sentimenti e delle
nostre aspirazioni.
ECOSISTEMI SPIRITUALI
Perché una persona possa sviluppare le proprie virtù e le proprie capacità
occorre che l’ambiente in cui deve crescere e vivere sia il più possibile
armonioso e stimolante. La
religione e la politica creano nel mondo ‘ambienti’ psico-culturali ora più ora
meno congruenti allo sviluppo dell’individuo e alla sua capacità di vivere e di
abitare. La condizione primaria per un buon vivere nella società è quindi che i
due massimi sistemi, quello religioso e quello politico-economico, siano
positivi nel senso di consentire un sano progresso e miglioramento nelle
condizioni di vita generale, ovvero promuovano modelli di civiltà sempre più
congruenti con la piena realizzazione dell’essere umano come individuo e come
parte di una collettività.
Molte volte accade però che il messaggio religioso venga male interpretato,
istituzionalizzato o utilizzato per fini non troppo leciti; così anche spesso
abbiamo sistemi politici che navigano indipendentemente dalla volontà del
popolo e di Dio, generando attriti sociali e pericolose reazioni.
Il buon vivere può svilupparsi solo dove la religione e la politica diventano un
solo corpo con la coscienza dell’individuo, con le gioie e le sofferenze
dell’essere umano, con la volontà profonda e vera di vivere e di abitare in
pace, libertà, fratellanza, tranquillità e, soprattutto, con l’amore di Dio.
ESSERE IN ARMONIA Il
concetto di essere in armonia, cioè esistere in armonia, è
a fondamento della crescita positiva della civiltà umana.
Rispettare le leggi di Dio significa esistere in modo buono, conveniente ,
organico , libero , creativo .
L’esistere degli esseri umani si attualizza nell’abitare, e l’abitare si estende
nello spazio-tempo-luce architettonico. Porre quindi leggi armoniche nello
spazio-tempo-luce dell’architettura. L’armonia
della legge è l’armonia dei cuori puri
che si trasmette e trasforma lo spazio-tempo-luce dell’abitare
L’esistere in maniera buona comporta un potenziamento del bene in
architettura.
ARCHITETTURA ECOLOGICA
Architettura ecologica significa oggi un’architettura in sintonia con la natura,
con le esigenze fisio-psichiche dell’uomo, con la sua necessità di abitare sano
.
Tale architettura molte volte viene interpretata dai suoi promotori nel senso di
un materialismo vitalistico, ove la sanità del corpo e della psiche spesso
prescindono dai valori più profondi e spirituali. Non
è detto che una casa sana sia buona spiritualmente, così come non è detto che
una persona sana sia buona moralmente.
Occorre fare attenzione a non deformare la lettura di tutta l’architettura con
un occhio solo ecologico o bioarchitettonico. L’architettura è lo specchio
dell’uomo, della sua complessità fisica, psichica e spirituale. Una
ecologia dei cuori degli abitanti, progettisti e
costruttori di questo pianeta è il vero presupposto per una buona e sana
architettura.
IL VIVERE SOCIO-ECONOMICO Per vivere
gli uomini hanno bisogno gli uni degli altri.
L’interscambio tra gli individui è continuo ed avviene nei modi più disparati e
secondo regole a volte ben definite, altre volte molto vaghe.
Esistono rapporti affettivi, rapporti di dipendenza lavorativa ed economica,
rapporti di vicinanza, ecc.. Oggi le regole dell’economia di mercato deformano
la quasi totalità dei rapporti, alla ricerca di un effimero equilibrio che mai
non è raggiunto, ma che di continuo genera conseguenze nefaste per l’umanità
intera. Un
errato concetto di economia ha ridotto a cose senza vita la terra, l’uomo e la
sua attività, trasformandoli in vuoto denaro. All’economia di mercato
occorre sostituire una economia dell’amore che favorisca veramente
la vita , la sua sopravvivenza e la sua crescita. Il
buon vivere socio-economico coincide con l’abolizione dell’economia di mercato,
con la fine di una falsa rincorsa ad un falso profitto economico, con la morte
del denaro come metro di valutazione, con la collocazione di Dio a misura di
tutte le cose e con l’attuazione nell’azione sociale della Parola di Dio .
UN VIVERE SEMPLICE Buon
vivere significa vivere semplice, in maniera normale, ove la norma è la Parola
di Dio. La semplicità aiuta a capirsi meglio, a
non perdere mai di vista gli obiettivi principali della vita: l’amore, la
libertà e la ricerca della verità.
Semplicità è amore perché il vero amore è semplice. Semplicità è libertà perché
la libertà è semplice. Semplicità è verità perché la verità è semplice. Pertanto
vivere semplicemente significa vivere con amore, libertà e verità.
Abitare con semplicità significa dunque vivere con amore, libertà e verità. La
semplicità nel vivere non esclude la complessità nella vita ma evita ciò che è
complicato, intricato, forzatamente difficile. La semplicità rende liberi dalla
schiavitù di false abitudini e convenzioni. La semplicità può essere complessa
ma solo in quanto congruente spontaneamente alla verità del vivere. La
semplicità è armonia nella complessità. Il complicato, invece, è disordine
stonato nella complessità.
L’abitare, il vivere, possono essere complessi ma semplici. La semplicità non
significa impoverimento del vivere, bensì armonia , organicità , ed economia del
vivere nella complessità. La semplicità è pienezza di vita e di amore. La
semplicità nei rapporti sociali è indice di benessere e civiltà.
Vivere è semplice quando è conforme a Dio.
LA FEDE E LA FIDUCIA I
due presupposti essenziali per un buon vivere sono: 1) la fede in Dio;
2) la fiducia negli altri. La fede in
Dio aiuta ad essere buoni, liberi, a camminare
sulla strada giusta, a non avvilirsi allorchè il contesto risulta avverso, a
creare cose utili per la società, a progettare e costruire secondo
l’insegnamento di Dio, a comprendere l’universo che ci circonda, a vivere il
Vangelo. La fiducia
negli altri continua l’opera di costruzione civile
della fede in Dio. La fiducia nel prossimo concorre ad una vita di
partecipazione, libertà, armonia, allo stabilirsi di un profondo legame
sociale, ad una pura, spontanea e vera solidarietà sociale, all’abolizione degli
squilibri economici, ad una giusta distribuzione della ricchezza economica e
sociale, ad un innalzamento dei valori spirituali a fondamento della società
civile.
Coltivando la fede in Dio e la fiducia nel prossimo l’essere umano pone le basi
per la creazione di una società libera e forte, dove l’amore direzionerà ogni
scelta e l’interesse di ognuno sarà anche l’interesse di tutti.
La fede in Dio e la fiducia nel prossimo sono i costituenti essenziali per
una civiltà umana migliore da realizzarsi nell’amore, nella libertà e nella
verità.
ESISTENZA ED EFFICIENZA Il buon
vivere è legato ad un esistere in maniera efficiente.
L’esistere si attualizza nel fare, ed il grado di bontà di questo nostro operato
testimonia dell’efficienza, cioè della nostra capacità di produrre qualcosa di
utile e buono per la collettività.
Purtroppo spesso capita che gli uomini, inseriti in una triste economia di
mercato dove l’efficienza viene separata dalla bontà di prodotto e dalla bontà
di esistenza, si ritrovano alienati nel loro lavoro, inconsapevoli della
lacerazione avvenuta tra il buon vivere e la loro produttività. La
vuota efficienza, ovvero l’efficienza per il denaro, per l’accumulo del
capitale, snatura l’uomo dai suoi fini più alti. La vera efficienza, invece,
concilia il lavoro con il buon vivere, crea prodotti per un buon vivere.
L’efficienza legata all’esistenza e alla bontà crea i presupposti per una vita
migliore all’insegna dell’amore. Anche gli
architetti, gli ingegneri, i geometri, i costruttori, gli operai, gli abitanti,
gli impiegati comunali addetti, gli amministratori, devono porre la loro
efficienza al servizio del buon esistere per sé e per gli altri. Esistere
senza essere efficienti, senza partecipare alla creazione di un mondo migliore è
un peccato. Occorre quindi saper esistere per
poter saper essere efficienti, per saper promuovere un buon vivere per tutti.
UN ABITARE SEMPLICE Per
abitare con semplicità occorre abitare con fede, speranza e carità. Con
fede, perché è bene abitare con la fede nella vita, negli altri,
in Dio, perché dona lealtà, fermezza, onestà all’abitare. Con
speranza, cioè con quel pio desiderio di tranquillità,
sicurezza, pace, che è proprio dell’abitare e della consapevolezza di vivere su
di un pianeta fragile ed in una natura imprevedibile. Con
carità, che è quel divino senso di partecipazione a tutto
l’universo fisico e spirituale, nel rispetto reciproco, con affetto e
comprensione, benevolenza, amore e bontà nei rapporti. Un abitare
semplice significa abitare con amore, in armonia con la legge divina , senza
superbia verso la natura e l’umanità. Un
abitare semplice promuove il bene, la libertà, la fratellanza e la buona
architettura. Abitare con semplicità significa aver compreso il senso profondo
della vita.
IL CUORE DELLO SPAZIO ABITATO Il
cuore di una casa, di una abitazione non è il camino, non è il patio, ecc. ,
bensì consiste in qualcosa di non tangibile fisicamente, ma percepibile
spiritualmente: l’amore di chi vive in quel determinato
spazio-tempo-luce. Un
camino non basta a creare un centro della casa, un punto di forza; un patio non
diventa un cuore di una abitazione se coloro che fruiscono di quello spazio non
amano il luogo in cui vivono. Per
percepire il cuore dello spazio abitato non c’è bisogno di andare alla ricerca
di forti segnali nello spazio: il cuore lo si percepisce anche dai particolari,
da un piccolo soprammobile, da un fiore ben posto, da una tavola ben preparata,
dal sorriso di un bambino. Il cuore lo si percepisce dalla verità dello spazio,
dal messaggio chiaro e forte che proviene dal luogo ove abitiamo: un messaggio
di partecipazione alla vita fisica e spirituale in spirito di carità. Il
cuore dello spazio abitato è nell’atmosfera di amore che emerge dalle diverse
attività che vi svolgono le persone, attività di legame, collaborazione,
costruzione, che trasformano positivamente e organicamente l’architettura del
luogo. E' per questo che la vera architettura organica si genera sempre
dall'interno verso l'esterno .
Il cuore dello spazio abitato siamo noi, il cuore buono dello spazio è Dio.
IL SENSO DEL RICOVERO Lo
spazio-tempo-luce creato da una buona architettura infonde sempre un senso di
sicurezza, protezione, comodità. In altre parole, avvertiamo il senso del
ricovero, cioè di una architettura organica rispondente a determinate esigenze
in modo spontaneo, genuino, gioioso. La
sensazione del ricovero genera la tranquillità in chi fruisce quel particolare
spazio-tempo-luce e crea la premessa per un buon vivere e quindi per un buon
abitare.
Il senso del ricovero corrisponde alla ricerca di Dio come rifugio e salvezza
per la nostra anima. Una buona architettura ed un buon abitare comunicano la
presenza di Dio e promuovono un buon vivere.
L’essere umano ricerca nello spazio-tempo-luce architettonico la sensazione di
ricovero come si ricerca un vecchio amico, con la necessità di un incontro
familiare, affettuoso, sicuro, vero. Il
senso del ricovero si fonda sia sui valori spirituali dell’uomo sia sui bisogni
fisio-psichici. Il senso del ricovero non è dato soltanto dalla mera apparenza
delle forme o da tecnologie che ottimizzano la funzionalità dello spazio, ma
dalla capacità di infondere amore nell’abitare e nello spazio-tempo-luce
architettonico.
Il senso del ricovero è la certezza di essere in presenza di amore, di
abitare con amore e di poter vivere con amore.
L’OSPITALITA’ Un
buon abitare implica una buona architettura, cioè uno spazio-tempo-luce capace
di ospitare comodamente le diverse attività dell'uomo. Non
ci può essere un buon vivere se non c'è pure una buona ospitalità, ovvero quella
capacità degli esseri umani di accogliersi l'un l’altro, di aprire l’intimità
del proprio abitare all’esterno, alla società, al prossimo.
L’ospitalità è legata al vivere ed all’abitare in libertà, senza pregiudizi.
Ospitalità significa accettare gli altri, offrire, dare, far godere, essere
generosi, cortesi, cordiali. L’essere
ospitali vuol dire amare il prossimo, porre la fratellanza reciproca come valore
supremo. La
casa, lo spazio collettivo, la città, devono essere intrinsecamente e
organicamente strutturate sul principio dell’ospitalità se si vuole pervenire ad
un veritiero buon abitare.
FUNZIONE E VERITA’
Tratto dall’Ecclesiaste, co.29.21 :” Indispensabili alla vita sono l’acqua,
il pane, il vestito e una casa che serva da riparo “. Bisogna essere
veri e semplici nello scegliere il proprio modo di abitare, cercare di
comprendere le più pure necessità della vita fisio-psichica e spirituale e
provvedere ad esse con uno spazio-tempo-luce architettonico congruente ed
efficiente.
Occorre partire dalla verità dell’abitare, discernere, conoscere con attenzione,
seguire la personale e pura intuizione e, solo allora, convergere sul livello
funzionale, trasformando le informazioni vere in funzioni altrettanto vere. Una
funzionalità priva di verità, non organica alla vita , non strutturata sulla
verità delle persone che abitano e sulla verità di Dio, non ha senso, non ha
alcun significato, è una inutile applicazione della nostra ragione senza alcuna
guida, ragione sottoposta all’effimero vento delle mode e dei nostri desideri
più alienati.
Ricercare la verità, perseguire il buon abitare, disporre delle buone funzioni
nello spazio-tempo-luce dell’architettura, utilizzare forme e tecnologie che
migliorano la nostra vita, questi sono i veri obiettivi che dobbiamo porci
nella progettazione e costruzione. La verità illumina la ricerca di una buona
funzionalità organica , la illumina dall'interno verso l'esterno .
La funzione architettonica riflette la verità dell’abitare, nel bene e nel
male, ed è per questo che occorre porre prima l’amore di Dio, poi il buon
vivere, poi il buon abitare ed infine la verità funzionale intesa come buona
architettura organica .
UMILTA’ E RISPETTO Il
buon abitare è umiltà; questa non è intesa come comportamento sottomesso, bensì
come forza della semplicità. Il buon abitare è degno di rispetto se riflette la
verità. Quindi, umiltà e rispetto significano rispettivamente: forza della
semplicità e verità dell’abitare. L’umiltà
ed il rispetto conducono ad una dignità dell’abitare, ad una stima reciproca con
il prossimo e con Dio. L’umiltà ed il rispetto
sono valori essenziali per un buon vivere ecumenico, organico , all’unisono
con l’amore che infonde Dio nell’umanità per farci pervenire ad una vita pura,
libera e vera. Non ci potrà essere buon vivere se l’essere umano non sarà capace
di abitare con umiltà e rispetto. L’umiltà
nell’abitare scaturisce dal rispetto di Dio, e con l’umiltà che è in noi si
costruisce il rispetto dell’abitare come dignità di vita.
Insieme, l’umiltà ed il rispetto dell’abitare generano la buona architettura
organica intesa come verità e amore.
ABITARE CON DIO Abitare
con Dio significa abitare con amore: Dio è con noi, dentro di noi, intorno a noi.
Abitare con amore significa partecipare alla creazione, vuol dire esistere con
verità nello spazio-tempo-luce. Abitare
con Dio significa abitare con il prossimo, essere
aperti ad uno scambio e ad un aiuto reciproco, ad un rapporto armonico con
l’ambiente che ci circonda. Come noi
sapremo far abitare Dio nelle nostre coscienze, così all’esterno
nell’architettura si rispecchierà la maniera con cui abbiamo accolto l’amore di
Dio. Il buon
vivere, il buon abitare e la buona architettura sono realizzabili solo con
l’amore di Dio. Solo se accetteremo Dio dentro di noi
e lo vivremo, potremo asserire di abitare con Dio e di agire e costruire in
consonanza con il suo amore.
Abitare con Dio significa amare Dio e il prossimo, significa abitare con
gioia, allegria, serenità, pace, libertà, altruismo, misericordia, umiltà,
prudenza, giustizia, fortezza, temperanza, fede, speranza e carità.
UNA CASA SEMPLICE La
casa è lo specchio del nostro esserci, del nostro vivere quotidiano, intimo,
personale, è l’espressione di ciò che siamo, che siamo stati e che saremo o che
vorremmo che fossimo. Le
nostre aspirazioni, i nostri bisogni, i nostri affetti, il nostro altruismo, la
nostra personalità, il nostro senso civico, si riflettono nella casa,
nell’abitare. La casa è
espressione dello spirito dell’umanità e quindi dei suoi valori più alti.
Tale compito richiede una qualità essenziale: la semplicità. Semplicità non
intesa come banalità, assuefazione ad un canone standard, bensì la pura, sana ,
organica e buona espressione del nostro esserci.
Un buon abitare conduce ad una casa buona, una casa buona ad una casa
semplice come risultato di un progetto e di una costruzione buona. Una
casa semplice è congruente al modo di abitare, è in armonia con l’ambiente
circostante, esprime l’amore per la vita e la verità dell’esserci, è il
risultato di una buona costruzione e di una buona progettazione, esprime la
dignità del vero abitare.
Una casa semplice è spontanea, libera, prudente, giusta, forte e dolce. Una
casa semplice è opera della volontà di Dio.
ARCHITETTURA COME ESPRESSIONE DI BUONI SENTIMENTI
L’architettura non deve ricercare spazi creati da un vuoto formalismo, da una
teoria estetica di tipo ‘puro visibilista’ che comporta una espressione solo
formale legata ad astratti canoni estetici. La
buona architettura rifugge da una rappresentazione simbolica dello spazio priva
del senso etico e morale dell’uomo . La buona
architettura è espressione di verità , bellezza e giustizia , tre momenti che
convergono nell’idea primaria di carità . Pertanto
se l’architettura vorrà essere buona dovrà ispirarsi alla bontà infinita di Dio
e di conseguenza attuare i tre canoni estetici assoluti : verità , bellezza e
giustizia.
La buona architettura dovrà esprimere buoni sentimenti attraverso le proprie
forme, le proprie tecnologie e le proprie relazioni spaziali, dovrà essere un
evento intensamente umano, profondamente vera, giusta e bella, essenzialmente
libera , organica e buona. Una
buona architettura promuove un vivere buono secondo l’insegnamento di Dio; una
buona architettura è pura come l’anima di un bambino.
Una buona architettura si fonda sulla carità, esprime la carità di chi sa
esistere nel mondo in organica armonia con gli altri esseri e con Dio.
ALLA RICERCA DELLE FORME BUONE Occorre
ricercare nel fare architettura le forme simboliche che esprimono il buono, il
bello, il bene, il vero, il giusto, la libertà e la carità di Dio.
Gesù disse:” Il regno dei cieli è per chi è come i bambini “. Dai bambini, dai
puri di cuore, la sorgente delle forme simboliche buone, dell’espressione di
buoni sentimenti, di atteggiamenti improntati alla verità e libertà. Il
cuore dell’architettura deve raggiungere la purezza dei cuori dei bambini se
vuole essere pienamente nel cuore di Dio.
AMORE, STILE E ARCHITETTURA
Non necessita stile per una buona architettura, bensì occorre buon senso
nella scelta delle soluzioni in armonia al luogo, al tempo e principalmente
all’uomo.
Molti grandi architetti sono rimasti incapsulati nell’orgoglio del loro stile
personale, molte volte perdendo di vista la buona riuscita dell’opera
architettonica nella sua globalità. Spesso la esasperata sperimentazione e
ricerca della novità conduce a mode effimere e contrarie all’umanità. La creatività, la genialità,
la libertà, non si attuano con l’imporre uno stile, bensì operando
nell’architettura all’insegna dell’amore di Dio ed utilizzando di volta in volta
in modo organico materiali, tecnologie, criteri funzionali, economici, estetici,
diversi soltanto per la buona riuscita dell’opera e per il bene di tutti.
LA VOLONTA’ DEL COMMITTENTE La volontà
del committente va rispettata, la richiesta di determinati spazi e relazioni per
la realizzazione di un particolare modo di abitare e vivere va rispettata.
Nessuno può giudicare secondo una astratta idea oggettiva che semplifica e
restringe la libertà e la varietà delle manifestazioni della vita. Occorre
tenere in somma considerazione i bisogni dell’utente per realizzare un buon
progetto organico di architettura.
I progettisti, i costruttori hanno una personale concezione dell’abitare che
non deve essere imposta ai singoli abitanti, bensì con umiltà, verità e amore
devono confrontarsi e correlarsi con i diversificati desideri degli utenti e
soprattutto con la volontà di Dio.
Una buona progettazione e costruzione rispetta la volontà di Dio e del
committente, e tenta di armonizzare organicamente il tutto con la finalità di
realizzare uno spazio-tempo-luce espressione di amore.
UN PROGETTARE SEMPLICE
La verità è nella semplicità: così anche la vera architettura è nella
semplice espressione. Una soluzione progettuale semplice scaturisce da una
buona sintesi di intellettualità e sapienza.
L’intelletto promuove una conoscenza più analitica, mentre la sapienza concorre
ad una conoscenza più sintetica. La sapienza da sola risulterà carente nel
momento attuativo della progettazione, mentre l’intelletto da solo sarà
manchevole nella impostazione dei principi che dovranno fare da guida nella
soluzione progettuale.
Un progettare semplice nasce da una profonda fede nella sapienza come
riflesso della ‘luce’ di Dio e da una pratica intellettuale rigorosa,
scientifica, economica, vera e onesta nella sua processualità metodologica. Il
progettare semplice è verità e libertà come frutto congiunto e organico della
sapienza, della scienza, della fede, della ragione, della poesia e della
tecnica.
ECONOMIA E PROGETTO Un buon
progetto è sempre un progetto economico. Tutta la
creazione è un grandioso esempio dell’attuarsi del principio di economia. Per
economia non si intende qui il significato che lega la parola strettamente
all’economia di mercato e, quindi, al profitto legato all’accumulo di capitale
nella forma alienata del denaro.
Economia nel senso di buon progetto significa la buona organizzazione delle
risorse disponibili in modo da ottenere il massimo risultato con il minor
dispendio di energia.
Occorre poi chiarire che per massimo risultato nel progetto si intende:
l’ottenimento del maggior grado di benessere, la realizzazione di uno
spazio-tempo-luce esistenziale ottimale per il buon vivere ed il buon abitare. Un
progetto è economico quando concorre al buon vivere ed al buon abitare, quando
la finalità è il rispetto della volontà di Dio, quando il progetto particolare
partecipa di una globalità progettuale a carattere spirituale. Economia
nel progetto significa rispetto della natura, del prossimo, di Dio.
UN BUON ARCHITETTO Un buon
architetto è colui che attua il buon progettare e quindi promuove il buon vivere
ed il buon abitare. Un
buon architetto deve coltivare per la sua crescita personale e professionale:
la sapienza, l’intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la
pietà e il timor di Dio. Deve inoltre vivere il suo mestiere con fede,
speranza e carità, ed agire con prudenza, giustizia, fortezza e
temperanza.
Il buon architetto - così anche il buon costruttore, committente, ingegnere,
geologo, geometra, operaio, ecc. - è un esempio vivente di verità e amore, in
altre parole è presenza di Dio nel mondo. Dio
è dentro di noi e si manifesta nel buon architetto attraverso buoni progetti e
la realizzazione di buone opere rivolte al buon vivere ed al buon abitare. Il
buon architetto svolge la sua professione con umiltà, rispetto ed onestà.
Il buon architetto vede la sua vita come una missione, vede l’architettura
come il mezzo per esprimere l’amore di Dio, vede la sua professione come un
servizio per la crescita positiva e organica dell’umanità all’insegna del
principio della carità universale. La
finalità principale dell’Architettura è la realizzazione dell’amore di Dio nel
mondo. Ciò significa che l’Architettura è buona ed organica quando scaturisce da
un atto di amore che concorre al buon vivere ed al buon abitare e, quindi, alla
libera e vera espressione di buoni sentimenti e buone azioni.
SECONDA PARTE
PROLOGO
All’origine e fondamento della buona architettura c’è la Parola di Dio.
S.Paolo ci dice :” ...Ciascuno stia attento come costruisce. Infatti
nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si
trova, che è Gesù Cristo. “ (1Cor. 3,11).
Ascoltiamo dunque la Parola di Dio Padre, ascoltiamo Gesù Cristo che è il Figlio
di Dio, ascoltiamo la Bibbia che è rivelazione dello Spirito Santo di Dio.
Ascoltiamo la Parola di Dio ovunque Essa si manifesti come amore infinito e
universale .
ANTICO TESTAMENTO (Gn
1,26/28) * E Dio disse: “ Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza, e
domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le
bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra “. Dio creò
l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio
li benedisse e disse loro: “ Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra;
soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni
essere vivente, che striscia sulla terra”. (Gn
1,16/17) * Il Signore Dio diede questo comando all’uomo:” Tu potrai mangiare di
tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del
male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti “. (Gn
3,21/24) * Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li
vestì. Il Signore disse allora:” Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la
conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda
anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”. Il Signore Dio lo
scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato
tratto. Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la
fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita. (Gn
4,17) * Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne
costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio. (Gn
6,13/18) * Allora Dio disse a Noè:” E’ venuta per me la fine di ogni uomo,
perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò
insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in
scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla:
l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di
altezza. Farai nell’arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un
lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e
superiore. Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per
distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla
terra perirà. Ma con te io stabilisco la mia alleanza “. (Gn
11,1/9) * Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando
dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si
stabilirono. Si dissero l’un l’altro:” Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli
al fuoco “. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi
dissero:” Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il
cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra “. Ma il
Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il
Signore disse:” Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola;
questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non
sarà loro impossibile. Scendiamo dunque, e confondiamo la loro lingua, perché
non comprendano più l’uno la lingua dell’altro “. Il Signore li disperse di là
su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si
chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là
il Signore li disperse su tutta la terra. (Gn
12,1/3) * Il Signore disse ad Abram:” Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e
dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un
grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una
benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno
maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra “. (Gn
13,5/9) * Ma anche Lot, che andava con Abram, aveva greggi e armenti e tende; e
il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo
grandi e non potevano abitare insieme ... Abram disse a Lot:” Non vi sia
discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli.
Non sta forse davanti a te tutto il paese? Separati da me. Se tu vai a sinistra,
io andrò a destra; se tu vai a destra , io andrò a sinistra “. (Gn
18,2/5) * Abramo alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di
lui. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò
fino a terra, dicendo:” Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non
passar oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po’ di acqua,
lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. Permettete che vada a prendere
un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è
ben per questo che voi siete passati dal vostro servo “. Quelli dissero:” Fa’
pure come hai detto “. (Gn
28,13) * Ecco il Signore stava davanti a Giacobbe e disse:” Io sono il Signore,
il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei
coricato la darò a te e alla tua discendenza...”. (Gn
36,6/7) * Poi Esaù prese le mogli e i figli e le figlie e tutte le persone della
sua casa, il suo gregge e tutto il suo bestiame e tutti i suoi beni che aveva
acquistati nel paese di Canaan e andò nel paese di Seir, lontano dal fratello
Giacobbe. Infatti i loro possedimenti erano troppo grandi perché essi potessero
abitare insieme e il territorio, dove essi soggiornavano, non poteva sostenerli
per causa del loro bestiame. (Es
31,1/11) * Il Signore parlò a Mosè e gli disse:” Vedi, ho chiamato per nome
Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur, della tribù di Giuda. L’ho riempito
dello spirito di Dio, perché abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni
genere di lavoro, per concepire progetti e realizzarli in oro, argento e rame,
per intagliare le pietre da incastonare, per scolpire il legno e compiere ogni
sorta di lavoro. Ed ecco gli ho dato per compagno Ooliab, figlio di Achisamach,
della tribù di Dan. Inoltre nel cuore di ogni artista ho infuso saggezza, perché
possano eseguire quanto ti ho comandato: la tenda del convegno, l’arca della
Testimonianza, il coperchio sopra di essa e tutti gli accessori della tenda; la
tavola con i suoi accessori, il candelabro puro con i suoi accessori, l’altare
dei profumi e l’altare degli olocausti con tutti i suoi accessori, la conca con
il suo piedistallo, le vesti ornamentali, le vesti sacre del sacerdote Aronne e
le vesti dei suoi figli per esercitare il sacerdozio; l’olio dell’unzione e il
profumo degli aromi per il santuario. Essi eseguiranno ogni cosa secondo quanto
ti ho ordinato “. (Es
34,1) * Il Signore disse a Mosè:” Taglia due tavole di pietra come le prime, lo
scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai
spezzate...”. (Es
34,6/7) * Il Signore passò davanti a lui proclamando:” Il Signore, il Signore,
Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che
conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la
trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa
dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta
generazione “. (Es
35,30/35) * Mosè disse agli Israeliti:” Vedete, il Signore ha chiamato per nome
Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur, della tribù di Giuda. L’ha riempito
dello spirito di Dio, perché egli abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni
genere di lavoro, per concepire progetti e realizzarli in oro, argento, rame,
per intagliare le pietre da incastonare, per scolpire il legno e compiere ogni
sorta di lavoro ingegnoso. Gli ha anche messo nel cuore il dono di insegnare e
così anche ha fatto con Ooliab, figlio di Achisamach, della tribù di Dan. Li ha
riempiti di saggezza per compiere ogni genere di lavoro d’intagliatore, di
disegnatore, di ricamatore in porpora viola, in porpora rossa, in scarlatto e in
bisso, e di tessitore: capaci di realizzare ogni sorta di lavoro e ideatori di
progetti “. (Es
36,1/7) * Bezaleel, Ooliab e tutti gli artisti che il Signore aveva dotati di
saggezza e d’intelligenza, perché fossero in grado di eseguire i lavori della
costruzione del santuario, fecero ogni cosa secondo ciò che il Signore aveva
ordinato. Mosè chiamò Bezaleel, Ooliab e tutti gli artisti, nel cuore dei quali
il Signore aveva messo saggezza, quanti erano portati a prestarsi per
l’esecuzione dei lavori. Essi ricevettero da Mosè ogni contributo portato dagli
Israeliti per il lavoro della costruzione del santuario. Ma gli Israeliti
continuavano a portare ogni mattina offerte volontarie. Allora tutti gli
artisti, che eseguivano i lavori per il santuario, lasciarono il lavoro che
stavano facendo e vennero a dire a Mosè:” Il popolo porta più di quanto è
necessario per il lavoro che il Signore ha ordinato “. Mosè allora fece
proclamare nel campo:” Nessuno, uomo o donna, offra più alcuna cosa come
contributo per il santuario”. Così si impedì al popolo di portare altre offerte;
perché quanto il popolo aveva già offerto era sufficiente, anzi sovrabbondante,
per l’esecuzione di tutti i lavori. (Es
39,42/43) * Secondo quanto il Signore aveva ordinato a Mosè, gli Israeliti
avevano eseguito ogni lavoro. Mosè vide tutta l’opera e riscontrò che l’avevano
eseguita come il Signore aveva ordinato. Allora Mosè li benedisse. (Lv
14,33/57) * Il Signore disse a Mosè e ad Aronne:” Quando sarete entrati nel
paese di Canaan, che io sto per darvi in possesso, qualora io mandi un’infezione
di lebbra in una casa del paese di vostra proprietà, il padrone della casa andrà
a dichiararlo al sacerdote, dicendo: mi pare che in casa mia ci sia come della
lebbra. Allora il sacerdote ordinerà di sgomberare la casa prima che egli vi
entri per esaminare la macchia sospetta perché quanto è nella casa non diventi
immondo. Dopo questo, il sacerdote entrerà per esaminare la casa. Esaminerà
dunque la macchia; se vedrà che l’infezione sui muri della casa consiste in
cavità verdastre o rossastre, che appaiono più profonde della superficie della
parete, il sacerdote uscirà dalla casa, alla porta, e farà chiudere la casa per
sette giorni. Il settimo giorno il sacerdote vi ritornerà e se, esaminandola
riscontrerà che la macchia si è allargata sulle pareti della casa, il sacerdote
ordinerà che si rimuovano le pietre intaccate e si gettino in luogo immondo,
fuori di città. Farà raschiare tutto l’interno della casa e butteranno i
calcinacci raschiati fuori di città, in luogo immondo. Poi si prenderanno altre
pietre e si metteranno al posto delle prime e si intonacherà la casa con altra
calce. Se l’infezione spunta di nuovo nella casa dopo che le pietre ne sono
state rimosse e la casa è stata raschiata e intonacata, il sacerdote entrerà ad
esaminare la casa; trovato che la macchia vi si è allargata, nella casa vi è
lebbra maligna; la casa è immonda. Perciò vi si demolirà la casa; pietre,
legname e calcinacci si porteranno fuori della città, in luogo immondo. Inoltre
chiunque sarà entrato in quella casa mentre era chiusa, sarà immondo fino alla
sera. Chi avrà dormito in quella casa o chi vi avrà mangiato, si laverà le
vesti. Se invece il sacerdote che è entrato nella casa e l’ha esaminata,
riscontra che la macchia non si è allargata nella casa, dopo che la casa è stata
intonacata, dichiarerà la casa monda, perché la macchia è risanata. Poi, per
purificare la casa, prenderà due uccelli, legno di cedro, panno scarlatto e
issopo; immolerà uno degli uccelli in un vaso di terra con dentro acqua viva.
Prenderà il legno di cedro, l’issopo, il panno scarlatto e l’uccello vivo e li
immergerà nel sangue dell’uccello immolato e nell’acqua viva e ne aspergerà
sette volte la casa. Purificata la casa con il sangue dell’uccello, con l’acqua
viva, con l’uccello vivo, con il legno di cedro, con l’issopo e con lo
scarlatto, lascerà andare libero l’uccello vivo, fuori città, per i campi; così
farà il rito espiatorio per la casa ed essa sarà monda ... Questa è la legge
della lebbra. “. (Lv
19,35/36) * “...Non commetterete ingiustizie nei giudizi, nelle misure di
lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità. Avrete bilance giuste, pesi
giusti, efa giusto, hin giusto. Io sono il Signore, vostro Dio
...”. (Lv
20,22) * “... Osserverete dunque tutte le mie leggi e tutte le mie prescrizioni
e le metterete in pratica, perché il paese dove io vi conduco ad abitare non vi
rigetti ...”. (Lv
25,29/34) * Se uno vende una casa abitabile in una città recinta di mura, ha
diritto al riscatto fino allo scadere dell’anno della vendita; il suo diritto di
riscatto durerà un anno intero. Ma se quella casa, posta in una città recinta di
mura, non è riscattata prima dello scadere di un intero anno, rimarrà sempre
proprietà del compratore e dei suoi discendenti; il compratore non sarà tenuto a
uscire al giubileo. Però le case dei villaggi non attorniati da mura vanno
considerate come parte dei fondi campestri; potranno essere riscattate e al
giubileo il compratore dovrà uscire. Quanto alle città dei leviti e alle case
che essi vi possederanno, i leviti avranno il diritto perenne di riscatto. Se
chi riscatta è un levita, in occasione del giubileo il compratore uscirà dalla
casa comprata nella città levitica, perché le case della città levitica sono
loro proprietà, in mezzo agli Israeliti. Neppure campi situati nei dintorni
delle città levitiche si potranno vendere, perché sono loro proprietà perenne. (Lv
26,3/13) * “... Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandamenti e
li metterete in pratica, io vi darò le piogge alla loro stagione, la terra darà
prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti. La trebbiatura durerà per
voi fino alla vendemmia, e la vendemmia durerà fino alla semina; avrete cibo a
sazietà e abiterete tranquilli il vostro paese. Io stabilirò la pace nel paese;
nessuno vi incuterà terrore; vi coricherete e farò sparire dal paese le bestie
nocive e la spada non passerà per il vostro paese ... Stabilirò la mia dimora
in mezzo a voi e io non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio
e voi sarete il mio popolo. Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto
uscire dal paese d’Egitto; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a
testa alta ...” . (Dt
5,6/21) * “... Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di
Egitto, dalla condizione servile. Non avere altri dei di fronte a me. Non ti
farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è
quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti
prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio
sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e
alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille
generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non
pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene
innocente chi pronuncia il suo nome invano. Osserva il giorno di sabato per
santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. Sei giorni faticherai e
farai ogni lavoro, ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non
fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la
tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il
forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava
si riposino come te. Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il
Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò
il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato. Onora tuo padre e
tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga
e tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà. Non uccidere. Non
commettere adulterio. Non rubare. Non pronunciare testimonianza falsa contro il
tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa
del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il
suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo...”. (Dt
6,4/7) * ...Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il
Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi
figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via,
quando ti coricherai e quando ti alzerai... (Dt
6,17/18) * ...Osserverete diligentemente i comandamenti del Signore vostro Dio,
le istruzioni e le leggi che vi ha date. Farai ciò che è giusto e buono agli
occhi del Signore, perché tu sia felice ed entri in possesso della fertile terra
che il Signore giurò ai tuoi padri di darti ... (Dt
7,25/26) * ...Darai alle fiamme le sculture dei loro dei; non bramerai e non
prenderai per te il loro argento e oro che è su di quelle, altrimenti ne
resterai come preso in trappola, perché sono un abominio per il Signore tuo Dio;
non introdurrai quest’abominio in casa tua, perché sarai come esso votato allo
sterminio; lo detesterai e lo avrai in abominio, perché è votato allo sterminio. (Dt
8,12/14) * ...Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito
belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame grosso e
minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni
tua cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo
Dio che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione servile. (Dt
22,8) * ...Quando costruirai una casa nuova, farai un parapetto intorno alla tua
terrazza, per non attirare sulla tua casa la vendetta del sangue, qualora uno
cada di là. (Dt
33,27) * Rifugio è il Dio dei tempi antichi e quaggiù lo sono le sue braccia
eterne. (Gs
21,45) * Di tutte le belle promesse che il Signore aveva fatte alla casa
d’Israele, non una andò a vuoto: tutto giunse a compimento. (Gs
24,15) * ...Quanto a me e alla mia casa, vogliamo servire il Signore. (Gs
24,26/27) * Poi Giosuè scrisse queste cose nel libro della legge di Dio; prese
una grande pietra e la rizzò là, sotto il terebinto, che è nel santuario del
Signore. Giosuè disse a tutto il popolo:” Ecco, questa pietra sarà una
testimonianza per noi, perché essa ha udito tutte le parole che il Signore ci ha
detto; essa servirà quindi da testimonio contro di voi, perché non rinneghiate
il vostro Dio “.
(1 Sam 16,7) * Il Signore rispose a Samuele:” Non guardare al suo aspetto né
all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che
guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore “.
(2 Sam 7,1/29) * Quando il re si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli
ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan:”
Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto una tenda “.
Natan rispose al re:” Va’, fa’ quanto hai in mente di fare, perché il Signore è
con te “. Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore:”
Va’ e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una
casa, perché io vi abiti? Ma io non ho abitato in una casa da quando ho fatto
uscire gli Israeliti dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una
tenda, in un padiglione. Finchè ho camminato, ora qua, ora là, in mezzo a tutti
gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei Giudici, a cui avevo comandato
di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi edificate una casa di cedro? Ora
dunque riferirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Io ti
presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d’Israele
mio popolo; sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro
distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come
quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo a Israele mio popolo e
ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più turbato e gli iniqui non
lo opprimano come in passato, al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio
popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Il Signore
ti farà grande, poiché ti farà una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e
tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita
dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al
mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò
padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo castigherò con verga d’uomo e
con i colpi che danno i figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio favore, come
l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te. La tua casa e il
tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile
per sempre “. Natan parlò a Davide con tutte queste parole e secondo questa
visione. Allora il re Davide andò a presentarsi al Signore e disse:” Chi sono
io, Signore Dio, e che cos’è mai la mia casa, perché tu mi abbia fatto arrivare
fino a questo punto? E questo è parsa ancora poca cosa ai tuoi occhi, mio
Signore: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire:
e questa è una legge per l’uomo, Signore Dio! Che potrebbe dirti di più Davide?
Tu conosci il tuo servo, Signore Dio! Per amore della tua parola e secondo il
tuo cuore hai compiuto tutte queste grandi cose, manifestandole al tuo servo. Tu
sei davvero grande Signore Dio! Nessuno è come te e non vi è altro Dio fuori di
te, proprio come abbiamo udito con i nostri orecchi. E chi è come il tuo popolo,
come Israele, unica nazione sulla terra che Dio è venuto a riscattare come
popolo per sé e a dargli un nome? In suo favore hai operato cose grandi e
tremende, per il tuo paese, per il tuo popolo che ti sei riscattato dall’Egitto,
dai popoli e dagli dei. Tu hai stabilito il tuo popolo Israele per essere tuo
popolo per sempre; tu, Signore, sei divenuto il suo Dio. Ora, Signore, la parola
che hai pronunciato riguardo al tuo servo e alla sua casa, confermala per sempre
e fa’ come hai detto. Allora il tuo nome sarà magnificato per sempre così: Il
Signore degli eserciti è il Dio di Israele! La casa del tuo servo Davide sia
dunque stabile davanti a te! Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele,
hai fatto una rivelazione al tuo servo e gli hai detto: Io ti edificherò una
casa! Perciò il tuo servo ha trovato l’ardire di rivolgerti questa preghiera.
Ora, Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verità e hai promesso questo bene
al tuo servo. Degnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché
sussista sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore, hai parlato e per la tua
benedizione la casa del tuo servo sarà benedetta per sempre! “.
(2 Sam 22,2/4) * Davide disse: “ Il Signore è la mia roccia, la mia fortezza, il
mio liberatore, il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, il mio scudo, la mia
salvezza, il mio riparo! Sei la mia roccaforte che mi salva: tu mi salvi dalla
violenza. Invoco il Signore, degno di ogni lode, e sono liberato dai miei
nemici.
(1 Re 6,11/13) * E il Signore parlò a Salomone e disse:” Riguardo al tempio che
stai edificando, se camminerai secondo i miei decreti, se eseguirai le mie
disposizioni e osserverai tutti i miei comandi, uniformando ad essi la tua
condotta, io confermerò a tuo favore le parole dette da me a Davide tuo padre.
Io abiterò in mezzo agli Israeliti; non abbandonerò il mio popolo Israele “.
(1 Re 9,1/7) * Quando Salomone ebbe terminato di costruire il tempio del
Signore, la reggia e quanto aveva voluto attuare, il Signore apparve per la
seconda volta a Salomone, come gli era apparso in Gabaon. Il Signore gli disse:”
Ho ascoltato la preghiera e la supplica che mi hai rivolto; ho santificato
questa casa, che tu hai costruito perché io vi ponga il mio nome per sempre. Se
tu camminerai davanti a me, come camminò tuo padre, con cuore integro e con
rettitudine, se adempirai quanto ti ho comandato, e se osserverai i miei statuti
e i miei decreti, io stabilirò il trono del tuo regno su Israele per sempre,
come ho promesso a Davide tuo padre: non ti mancherà mai uno che segga sul trono
di Israele. Ma se voi e i vostri figli vi allontanerete da me, se non
osserverete i comandi e i decreti che vi ho dato, se andrete a servire altri dei
e a prostrarvi davanti ad essi, eliminerò Israele dal paese che gli ho dato,
rigetterò da me il tempio che ho consacrato al mio nome; Israele diventerà la
favola e lo zimbello di tutti i popoli...”.
(1 Re 11,38) * “... Se ascolterai quanto ti comanderò, se seguirai le mie vie e
farai quanto è giusto ai miei occhi osservando i miei decreti e i miei comandi,
come ha fatto Davide mio servo, io sarò con te e ti edificherò una casa stabile
come l’ho edificata per Davide...”.
(1 Cr 29,16) * Signore nostro Dio, quanto noi abbiamo preparato per costruire
una casa al tuo santo nome proviene da te, è tutto tuo.
(2 Cr 6,1/21) * Allora Salomone disse:” Il Signore ha deciso di abitare nella
nube. Ora io ti ho costruito una casa sublime, un luogo ove tu possa porre per
sempre la dimora ... Ma è proprio vero che Dio abita con gli uomini sulla terra?
Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa
che ti ho costruita! Tuttavia volgiti alla preghiera del tuo servo e alla tua
supplica, signore mio Dio; ascolta il grido e la preghiera che il tuo servo
innalza a te. Siano i tuoi occhi aperti verso questa casa, giorno e notte, verso
il luogo dove hai promesso di porre il tuo nome, per ascoltare la preghiera che
il tuo servo innalza in questo luogo. Ascolta le suppliche del tuo servo e del
tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Tu ascoltali dai cieli,
dal luogo della tua dimora; ascolta e perdona!...”.
(2 Cr 7,12/20) * Il Signore apparve di notte a Salomone e gli disse:” Ho
ascoltato la tua preghiera; mi sono scelto questo luogo come casa di sacrificio.
Se chiuderò il cielo e non ci sarà più pioggia, se comanderò alle cavallette di
divorare la campagna e se invierò la peste in mezzo al mio popolo, se il mio
popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e
ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese. Ora i
miei occhi sono aperti e i miei orecchi sono attenti alla preghiera fatta in
questo luogo. Ora io mi sono scelto e ho santificato questo tempio perché la mia
presenza vi resti sempre e lì siano sempre i miei occhi e il mio cuore. Se tu
camminerai davanti a me come ha camminato Davide tuo padre, facendo quanto ti ho
comandato, e osserverai i miei statuti e decreti, consoliderò il trono del tuo
regno come ho promesso a Davide tuo padre dicendogli: non mancherà per te un
successore che regni in Israele. Ma se voi devierete e abbandonerete i decreti e
i comandi, che io ho posto innanzi a voi e andrete a servire dei stranieri e a
prostrarvi a loro, vi sterminerò dal paese che vi ho concesso, e ripudierò
questo tempio che ho consacrato al mio nome, lo renderò la favola e l’oggetto di
scherno di tutti i popoli...”.
(2 Mac 2,29/31) * Come infatti in una casa nuova all’architetto tocca pensare a
tutta la costruzione, mentre chi è incaricato di dipingere a fuoco e a fresco
deve badare solo alla decorazione, così, penso, è per noi. L’entrare in
argomento e il passare in rassegna i fatti e l’insinuarsi nei particolari,
spetta all’ideatore dell’opera storica; curare il sunto dell’esposizione e
tralasciare i complementi della narrazione storica, è riservato a chi fa opera
di compendio.
(2 Mac 14,35/36) * “ Tu, Signore, che di nulla hai bisogno, ti sei compiaciuto
di porre il tempio della tua abitazione in mezzo a noi. E ora tu, o santo,
Signore di ogni santità, custodisci per sempre incontaminata questa tua casa che
è stata da poco purificata “.
(2 Mac 15,34) * Tutti allora, rivolti verso il cielo, benedissero il Signore
glorioso dicendo: ” Benedetto colui che ha conservato la sua dimora inviolata “. (Sal
15,1/3) * Signore, chi abiterà nella tua tenda? Chi dimorerà sul tuo santo
monte? Colui che cammina senza colpa, agisce con giustizia, e parla lealmente,
chi non dice calunnia con la sua lingua, non fa danno al suo prossimo e non
lancia insulto al suo vicino. (Sal
18,2/3) * Ti amo Signore, mia forza, Signore, mia roccia, mia fortezza, mio
liberatore; mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia
potente salvezza. (Sal
23,1/6) * Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi
fa riposare, ad acque tranquille mi conduce,... Felicità e grazia mi saranno
compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per
lunghissimi anni. (Sal
26,8) * Signore, amo la casa dove dimori e il luogo dove abita la tua gloria. (Sal
27,4/6) * Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella
casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del
Signore ed ammirare il suo santuario. Egli mi offre un luogo di rifugio nel
giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva
sulla rupe. E ora rialzo la testa sui nemici che mi circondano; immolerò nella
sua casa sacrifici d’esultanza, inni di gioia canterò al Signore. (Sal
31,20/22) * Quanto è grande la tua bontà, Signore! La riservi per coloro che ti
temono, ne ricolmi chi in te si rifugia davanti agli occhi di tutti. Tu li
nascondi al riparo del tuo volto, lontano dagli intrighi degli uomini; li metti
al sicuro nella tua tenda, lontano dalla rissa delle lingue. Benedetto il
Signore, che ha fatto per me meraviglie di grazia in una fortezza inaccessibile. (Sal
33,13/15) * Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini. Dal luogo
della sua dimora scruta tutti gli abitanti della terra, lui che, solo, ha
plasmato il loro cuore e comprende tutte le loro opere. (Sal
36,8/9) * Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini
all’ombra delle tue ali, si saziano dell’abbondanza della tua casa e li disseti
al torrente delle tue delizie. (Sal
49,13/15) * Ma l’uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che
periscono. Questa è la sorte di chi confida in se stesso, l’avvenire di chi si
compiace nelle sue parole. Come pecore sono avviati agli inferi, sarà loro
pastore la morte; scenderanno a precipizio nel sepolcro, svanirà ogni loro
parvenza: gli inferi saranno la loro dimora. (Sal
61,4/6) * Tu sei per me rifugio, torre salda davanti all’avversario. Dimorerò
nella tua tenda per sempre, all’ombra delle tue ali troverò riparo; perché tu,
Dio, hai ascoltato i miei voti, mi hai dato l’eredità di chi teme il tuo nome. (Sal
62,2/8) * Solo in Dio riposa l’anima mia; da lui la mia salvezza. Lui solo è mia
rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare ... Solo in Dio
riposa l’anima mia, da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza,
mia roccia di difesa: non potrò vacillare. In Dio è la mia salvezza e la mia
gloria; il mio saldo rifugio, la mia difesa è in Dio. (Sal
65,4/6) * Pesano su di noi le nostre colpe, ma tu perdoni i nostri peccati.
Beato chi hai scelto e chiamato vicino, abiterà nei tuoi atri. Ci sazieremo dei
beni della tua casa, della santità del tuo tempio. (Sal
71,5/7) * Sei tu, Signore, la mia speranza, la mia fiducia fin dalla mia
giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, dal seno di mia madre
tu sei il mio sostegno; a te la mia lode senza fine. Sono parso a molti quasi un
prodigio: eri tu il mio rifugio sicuro. (Sal
73,28) * Il mio bene è stare vicino a Dio: nel Signore Dio ho posto il mio
rifugio. (Sal
84,5/11) * Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi! Beato chi
trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio ... Per me un
giorno nei tuoi atri è più che mille altrove, stare sulla soglia della casa del
mio Dio è meglio che abitare nelle tende degli empi. (Sal
101,7) * Non abiterà nella mia casa chi agisce con inganno, chi dice menzogne
non starà alla mia presenza. (Sal
115,13/18) * Il Signore benedice quelli che lo temono, benedice i piccoli e i
grandi. Vi renda fecondi il Signore, voi e i vostri figli. Siate benedetti dal
Signore, che ha fatto cielo e terra. I cieli sono i cieli del Signore, ma ha
dato la terra ai figli dell’uomo. Non i morti lodano il Signore, né quanti
scendono nella tomba. Ma noi, i viventi, benediciamo il Signore ora e per
sempre. (Sal
118,21/27) * Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia
salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo; ecco
l’opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Questo è il giorno fatto
dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso. Dona, Signore, la tua salvezza,
dona, Signore, la tua vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore; Dio, il Signore è nostra luce. (Sal
122,1/9) * Quale gioia, quando mi dissero:” Andremo alla casa del Signore “. E
ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! Gerusalemme è
costruita come città salda e compatta... Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene. (Sal
127,1/2) * Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i
costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode.
Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di
sudore: il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno. (Sal
128,1/4) * Beato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del
lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d’ogni bene. La tua sposa come vite
feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno
alla tua mensa. Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore. (Sal
132,3/5) * Non entrerò sotto il tetto della mia casa, non mi stenderò sul mio
giaciglio, non concederò sonno ai miei occhi né riposo alle mie palpebre, finché
non trovi una sede per il Signore. (Sal
134,1/2) * Ecco, benedite il Signore, voi tutti servi del Signore; voi che state
nella casa del Signore durante le notti. Alzate le mani verso il tempio e
benedite il Signore. (Sal
135,1/3) * Lodate il nome del Signore, lodatelo, servi del Signore, voi che
state nella casa del Signore, negli atri della casa del nostro Dio. Lodate il
Signore: il Signore è buono; cantate inni al suo nome, perché è amabile.
(Pro 2,20/22) * Per questo tu camminerai sulla strada dei buoni e ti atterrai ai
sentieri dei giusti, perché gli uomini retti abiteranno nel paese e gli integri
vi resteranno, ma i malvagi saranno sterminati dalla terra, gli infedeli ne
saranno strappati.
(Pro 8,12/36) * Io, la Sapienza, possiedo la prudenza e ho la scienza e la
riflessione. Temere il Signore è odiare il male: io detesto la superbia,
l’arroganza, la cattiva condotta e la bocca perversa. A me appartiene il
consiglio e il buon senso, io sono l’intelligenza, a me appartiene la potenza.
Per mezzo mio regnano i re e i magistrati emettono giusti decreti; per mezzo mio
i capi comandano e i grandi governano con giustizia. Io amo coloro che mi amano
e quelli che mi cercano mi troveranno. Presso di me c’è ricchezza e onore,
sicuro benessere ed equità. Il mio frutto val più dell’oro, dell’oro fino, il
mio provento più dell’argento scelto. Io cammino sulla via della giustizia e per
i sentieri dell’equità, per dotare di beni quanti mi amano e riempire i loro
forzieri. Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni
sua opera, fin d’allora. Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio,
dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero
fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata. Quando
ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; quando
egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; quando
condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso; quando
stabiliva al mare i suoi limiti, sicchè le acque non oltrepassassero la
spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, allora io ero con lui come
architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, mi rallegravo davanti a lui in
ogni istante; mi ricreavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i
figli dell’uomo. Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie!
Ascoltate l’esortazione e siate saggi, non trascuratela! Beato l’uomo che mi
ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la
soglia. Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore; ma
chi pecca contro di me, danneggia se stesso; quanti mi odiano amano la morte.
(Pro 9,1/6) * La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette
colonne. Ha ucciso gli animali, ha preparato il vino e ha imbandito la tavola.
Ha mandato le sue ancelle a proclamare sui punti più alti della città:” Chi è
inesperto accorra qui! “. A chi è privo di senno essa dice:” Venite, mangiate il
mio pane, bevete il vino che io ho preparato. Abbandonate la stoltezza e
vivrete, andate diritti per la via dell’intelligenza “.
(Pro 11,11) * Con la benedizione degli uomini retti si innalza una città, la
bocca degli empi la demolisce.
(Pro 14,1/11) * La sapienza di una massaia costruisce la casa, la stoltezza la
demolisce con le mani... La casa degli empi rovinerà, ma la tenda degli uomini
retti avrà successo.
(Pro 15,6/27) * Nella casa del giusto c’è abbondanza di beni, sulla rendita
dell’empio incombe il dissesto... Il Signore abbatte la casa dei superbi e rende
saldi i confini della vedova... Sconvolge la sua casa chi è avido di guadagni
disonesti; ma chi detesta i regali vivrà.
(Pro 16,1/3) * All’uomo appartengono i progetti della mente, ma dal Signore
viene la risposta... Affida al Signore la tua attività e i tuoi progetti
riusciranno.
(Pro 17,1/13) * Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio di una casa
piena di banchetti festosi e di discordia... Chi rende male per bene vedrà
sempre la sventura in casa.
(Pro 18,10) * Torre fortissima è il nome del Signore: il giusto vi si rifugia ed
è al sicuro.
(Pro 19,14) * La casa e il patrimonio si ereditano dai padri, ma una moglie
assennata è dono del Signore.
(Pro 24,3/27) * Con la sapienza si costruisce la casa e con la prudenza si rende
salda; con la scienza si riempiono le sue stanze di tutti i beni preziosi e
deliziosi... Non insidiare, o malvagio, la dimora del giusto, non distruggere la
sua abitazione, perché se il giusto cade sette volte, egli si rialza, ma gli
empi soccombono nella sventura... Sistema i tuoi affari di fuori e fatti i
lavori nei campi e poi costruisciti la casa. (Qo
7,2/4) * E’ meglio andare in una casa in pianto che andare in una casa in festa;
perché quella è la fine d’ogni uomo e chi vive ci rifletterà. E’ preferibile la
mestizia al riso, perché sotto un triste aspetto il cuore è felice. Il cuore dei
saggi è in una casa in lutto e il cuore degli stolti in una casa in festa. (Qo
10,18) * Per negligenza il soffitto crolla e per l’inerzia delle mani piove in
casa. (Sir
1,14/16) * Pienezza della sapienza è temere il Signore; essa inebria di frutti i
propri devoti. Tutta la loro casa riempirà di cose desiderabili, i magazzini dei
suoi frutti. Corona della sapienza è il timore del Signore; fa fiorire la pace e
la salute. (Sir
3,9) * La benedizione del padre consolida le case dei figli, la maledizione
della madre ne scalza le fondamenta. (Sir
29/34) * Non portare in casa qualsiasi persona, perché sono molte le insidie del
fraudolento... Ospita un estraneo, ti metterà sottosopra ogni cosa e ti renderà
estraneo ai tuoi. (Sir
21/8) * Chi costruisce la sua casa con ricchezze altrui è come chi ammucchia
pietre per l’inverno. (Sir
22,16) * Una travatura di legno ben connessa in una casa non si scompagina in un
terremoto, così un cuore deciso dopo una matura riflessione non verrà meno al
momento del pericolo. (Sir
26,16) * Il sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di una donna
virtuosa adorna la sua casa. (Sir
27,3) * Se uno non si aggrappa in fretta al timor del Signore, la sua casa andrà
presto in rovina. (Sir
29,21/22) * Indispensabili alla vita sono l’acqua, il pane, il vestito e una
casa che serva da riparo. E’ meglio vivere da povero sotto un tetto di tavole,
che godere di cibi sontuosi in case altrui. (Is
4,6) * Una tenda fornirà ombra contro il caldo di giorno e rifugio e riparo
contro i temporali e contro la pioggia. (Is
24,5) * La terra è stata profanata dai suoi abitanti, perché hanno trasgredito
le leggi, hanno disobbedito al decreto, hanno infranta l’alleanza eterna. (Is
26,4) * Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna. (Is
28,16/18) * Dice il Signore Dio:” Ecco io pongo una pietra in Sion, una pietra
scelta, angolare, preziosa, saldamente fondata; chi crede non vacillerà. Io
porrò il diritto come misura e la giustizia come una livella. La grandine
spazzerà via il vostro rifugio fallace, le acque travolgeranno il vostro riparo.
Sarà cancellata la vostra alleanza con la morte; la vostra lega con gli inferi
non reggerà. (Is
32,15/20) * Ma infine in noi sarà infuso uno spirito dall’alto; allora il
deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel
deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto
della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza. Il mio
popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi
sicuri, anche se la selva cadrà e la città sprofonderà. Beati voi! Seminerete in
riva a tutti i ruscelli e lascerete in libertà buoi e asini. (Is
33,5/16) * Eccelso è il Signore poiché dimora lassù; egli riempie Sion di
diritto e di giustizia. C’è sicurezza nelle sue leggi, ricchezze salutari sono
sapienza e scienza; il timore di Dio è il suo tesoro... Chi cammina nella
giustizia e parla con lealtà, chi rigetta un guadagno frutto di angherie, scuote
le mani per non accettare regali, si tura gli orecchi per non udire fatti di
sangue, chiude gli occhi per non vedere il male: costui abiterà in alto,
fortezze sulle rocce saranno il suo rifugio, gli sarà dato il pane, avrà l’acqua
assicurata. (Is
49,16/17) * Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani, le tue mura sono
sempre davanti a me. I tuoi costruttori accorrono, i tuoi distruttori e i tuoi
devastatori si allontanano da te. (Is
56,6/8) * “... Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per
amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal
profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio
monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti
e i loro sacrifici saliranno graditi sul mio altare, perché il mio tempio si
chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli “. (Is
57,15) * Poiché così parla l’Alto e l’Eccelso, che ha una sede eterna e il cui
nome è santo: In luogo eccelso e santo io dimoro, ma sono anche con gli oppressi
e gli umiliati, per ravvivare lo spirito degli umili e rianimare il cuore degli
oppressi. (Is
58,6/12) * Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene
inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare
ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua gente? Allora la tua luce
sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te
camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora lo
invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli ti dirà:”
Eccomi! “. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il
parlare empio, se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua oscurità sarà come il
meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà
le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque
non inaridiscono. La tua gente riedificherà le antiche rovine, ricostruirai le
fondamenta di epoche lontane. Ti chiameranno riparatore di brecce, restauratore
di case in rovina per abitarvi. (Is
60,18) * Non si sentirà più parlare di prepotenza nel tuo paese, di devastazione
e di distruzione entro i tuoi confini. Tu chiamerai salvezza le tue mura e
gloria le tue porte. (Is
62,1/5) * Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi
darò pace, finché non sorga come stella la sua giustizia e la sua salvezza non
risplenda come lampada. Allora i popoli vedranno la tua giustizia, tutti i re la
tua gloria; ti si chiamerà con un nome nuovo che la bocca del Signore indicherà.
Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma
del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta
Devastata, ma tu sarai chiamata Mio compiacimento e la tua terra, Sposata,
perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo. Sì, come un
giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo architetto; come gioisce lo
sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te. (Is
65,21/22) * Fabbricheranno case e le abiteranno, pianteranno vigne e ne
mangeranno il frutto. Non fabbricheranno perché un altro vi abiti, né
pianteranno perché un altro mangi, poiché quali i giorni dell’albero, tali i
giorni del mio popolo. I miei eletti useranno a lungo quanto è prodotto dalle
loro mani. (Is
66,1/2) * Così dice il Signore:” Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello
dei miei piedi. Quale casa mi potrete costruire? In quale luogo potrei fissare
la dimora? Tutte queste cose ha fatto la mia mano ed esse sono mie: oracolo del
Signore. Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e
su chi teme la mia parola. (Ger
7,3/7) * Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele:” Migliorate la
vostra condotta e le vostre azioni e io vi farò abitare in questo luogo.
Pertanto non confidate nelle parole menzognere, di coloro che dicono: tempio del
Signore, tempio del Signore, tempio del Signore è questo! Poiché, se veramente
emenderete la vostra condotta e le vostre azioni, se realmente pronunzierete
giuste sentenze fra un uomo e il suo avversario; se non opprimerete lo
straniero, l’orfano e la vedova, se non spargerete il sangue innocente in questo
luogo e se non seguirete per vostra disgrazia altri dei, io vi farò abitare in
questo luogo, nel paese che diedi ai vostri padri da lungo tempo e per
sempre...”. (Ger
17,17) * Non essere per me causa di spavento, Tu mio solo rifugio nel giorno
della sventura. (Ger
22,13) * Guai a chi costruisce la casa senza giustizia e il piano di sopra senza
equità, che fa lavorare il suo prossimo per nulla, senza dargli la paga.
(Bar 3,24/25) * Israele, quanto è grande la casa di Dio, quanto è vasto il luogo
del suo dominio! E’ grande e non ha fine, è alto e non ha misura! (Ez
28,25/26) * Così dice il Signore Dio:” Quando avrò radunato gli Israeliti di
mezzo ai popoli fra i quali sono dispersi, io manifesterò in essi la mia santità
davanti alle genti: abiteranno il paese che diedi al mio servo Giacobbe, vi
abiteranno tranquilli, quando avrò eseguito i miei giudizi su tutti coloro che
intorno li disprezzano: e sapranno che io sono il Signore loro Dio “. (Ez
36,33/36) * Così dice il Signore Dio:” Quando vi avrò purificati da tutte le
vostre iniquità, vi farò riabitare le vostre città e le vostre rovine saranno
ricostruite. Quella terra desolata, che agli occhi di ogni viandante appariva un
deserto, sarà ricoltivata e si dirà: la terra, che era desolata, è diventata ora
come il giardino dell’Eden, le città rovinate, desolate e sconvolte, ora sono
fortificate e abitate. I popoli che saranno rimasti attorno a voi sapranno che
io, il Signore, ho ricostruito ciò che era distrutto e ricoltivato la terra che
era un deserto. Io, il Signore, l’ho detto e lo farò “. (Ez
37,26/27) * Farò con loro un’alleanza di pace, che sarà con loro un’alleanza
eterna. Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro
per sempre. In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi
saranno il mio popolo. (Ez
44,30) * La parte migliore di tutte le vostre primizie e ogni specie di offerta
apparterranno ai sacerdoti: così darete al sacerdote le primizie dei vostri
macinati, per far posare la benedizione sulla vostra casa. (Os
8,14) * Israele ha dimenticato il suo creatore, si è costruito palazzi; Giuda ha
moltiplicato le sue fortezze. Ma io manderò il fuoco sulle loro città e divorerà
le loro cittadelle. (Am
3,14/15) * Quando farò giustizia dei misfatti d’Israele, io infierirò contro gli
altari di Betel; saranno spezzati i corni dell’altare e cadranno a terra.
Demolirò la casa d’inverno insieme con la casa d’estate e andranno in rovina le
case d’avorio e scompariranno i grandi palazzi. Oracolo del Signore. (Am
5,11) * Poiché voi schiacciate l’indigente e gli estorcete una parte del grano,
voi che avete costruito case in pietra squadrata, non le abiterete. (Am
9,10/11) * Di spada periranno tutti i peccatori del mio popolo, essi che
dicevano:” Non si avvicinerà, non giungerà fino a noi la sventura “. In quel
giorno rialzerò la capanna di Davide, che è caduta; ne riparerò le brecce, ne
rialzerò le rovine, la ricostruirò come ai tempi antichi. (Ab
2,9/12) * Guai a chi è avido di lucro, sventura per la sua casa, per mettere il
nido in luogo alto, e sfuggire alla stretta della sventura. Hai decretato il
disonore alla tua casa; hai soppresso popoli numerosi, hai fatto del male contro
te stesso. La pietra infatti griderà dalla parete e dal tavolato risponderà la
trave. Guai a chi costruisce una città sul sangue e fonda un castello
sull’iniquità. (Sof
1,12/14) * In quel tempo perlustrerò Gerusalemme con lanterne e farò giustizia
di quegli uomini che riposando sulle loro fecce pensano:” Il Signore non fa né
bene né male “. I loro beni saranno saccheggiati e le loro case distrutte. Hanno
costruito case ma non le abiteranno, hanno piantato viti, ma non ne berranno il
vino. (Ag
1,2/10) * Così parla il Signore degli eserciti:” Questo popolo dice: non è
ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore! ... Vi sembra questo
il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa
è ancora in rovina? Ora, così dice il Signore degli eserciti: riflettete bene al
vostro comportamento. Avete seminato molto, ma avete raccolto poco; avete
mangiato, ma non da togliervi la fame; avete bevuto, ma non fino ad inebriarvi;
vi siete vestiti, ma non vi siete riscaldati; l’operaio ha avuto il salario, ma
per metterlo in un sacchetto forato. Così dice il Signore degli eserciti:
riflettete bene al vostro comportamento! Salite sul monte, portate legname,
ricostruite la mia casa. In essa mi compiacerò e manifesterò la mia gloria -
dice il Signore -. Facevate assegnamento su molto e venne il poco: ciò che
portavate in casa io lo disperdevo. E perché? - dice il Signore degli eserciti
-. Perché la mia casa è in rovina, mentre ognuno di voi si dà premura per la
propria casa. Perciò su di voi i cieli hanno chiuso la rugiada e anche la terra
ha diminuito il suo prodotto. (Ag
2,3/9) * Chi di voi è ancora in vita che abbia visto questa casa nel suo
primitivo splendore? Ma ora in quali condizioni voi la vedete? In confronto a
quella, non è forse ridotta a un nulla ai vostri occhi? ... Coraggio, popolo
tutto del paese, dice il Signore, e al lavoro, perché io sono con voi - oracolo
del Signore degli eserciti - secondo la parola dell’alleanza che ho stipulato
con voi quando siete usciti dall’Egitto; il mio spirito sarà con voi, non
temete. Dice infatti il Signore degli eserciti: ancora un po’ di tempo e io
scuoterò il cielo e la terra, il mare e la terraferma. Scuoterò tutte le nazioni
e affluiranno le ricchezze di tutte le genti, e io riempirò questa casa della
mia gloria, dice il Signore degli eserciti... La gloria futura di questa casa
sarà più grande di quella di una volta, dice il Signore degli eserciti; in
questo luogo porrò la pace - oracolo del Signore degli eserciti -. (Zc
1,16) * Perciò dice il Signore: io di nuovo mi volgo con compassione a
Gerusalemme: la mia casa vi sarà riedificata - parola del Signore degli eserciti
- e la corda del muratore sarà tesa di nuovo sopra Gerusalemme. (Zc
2,8/14) * Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di
animali che dovrà accogliere. Io stesso - parola del Signore - le farò da muro
di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa... Gioisci, esulta,
figlia di Sion, perché ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te - oracolo del
Signore.
VANGELO (Mt
2,11) * Entrati nella casa videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi
lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono oro, incenso e mirra. (Mt
3,11/12) * Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il
ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà
la pula con un fuoco inestinguibile. (Mt
5,14/16) * Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città
collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il
moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella
casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre
opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. (Mt
6,9/13) * Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo santo nome;
venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci
oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li
rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal
male. (Mt
6,19/21) * Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignuola e ruggine
consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel
cielo, dove né tignuola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non
rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. (Mt
7,17/20) * Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo
produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un
albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni
viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete
riconoscere. (Mt
7,24/27) * Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è
simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la
pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella
casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta
queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha
costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi,
soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua
rovina fu grande. (Mt
8,20) * Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il
Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. (Mt
9,16/17) * Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché
il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. Né si mette vino
nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli
otri van perduti. Ma si mette vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri
si conservano. (Mt
10,12/14) * Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà
degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra
pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle
vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai
vostri piedi. (Mt
12,43/45) * Quando lo spirito immondo esce da un uomo se ne va per luoghi aridi
cercando sollievo ma non ne trova. Allora dice: ritornerò alla mia abitazione,
da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata e adorna. Allora va, si
prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova
condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a
questa generazione perversa. (Mt
13,52) * Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile
a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. (Mt
13,56) * Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua. (Mt
16,15/19) * Disse loro: voi chi dite che io sia? Rispose Simon Pietro: tu sei il
Cristo, il Figlio del Dio vivente. E Gesù: beato te, Simone figlio di Giona,
perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei
cieli. E io dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le
porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno
dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto
ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. (Mt
18/18) * In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà
legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà
sciolto anche in cielo. (Mt
21,12/13) * Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a
comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei
venditori di colombe e disse loro: la Scrittura dice che la mia casa sarà
chiamata casa di preghiera, ma voi ne fate una spelonca di ladri. (Mt
21,42/43) * La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata
d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri.
Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo
farà fruttificare. Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora
essa cada su qualcuno lo stritolerà. (Mt
22,37/40) * Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima
e con tutta la tua mente. Questo è il più grande ed il primo dei comandamenti. E
il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi
due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti. (Mt
23/10) * E non fatevi chiamare ‘maestri’, perché uno solo è il vostro Maestro,
il Cristo. (Mt
23,37/39) * Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che
ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una
gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco: la
vostra casa vi sarà lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più
finchè non direte: benedetto colui che viene nel nome del Signore! (Mt
28,17/20) * Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però
dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “ Mi è stato dato ogni potere in
cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad
osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo “. (Mc
2,1/2) * Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci
più posto neanche davanti alla porta, ed Egli annunziava loro la parola. (Mc
3,24/25) * Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; se
una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. (Mc
5,19) * Va’ nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha
fatto e la misericordia che ti ha usato. (Mc
6,4) * Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e
in casa sua. (Mc
6,10/11) * Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel
luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno,
andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per
loro. (Mc
11,17) * La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi
invece ne avete fatto una spelonca di ladri! (Mc
12,10/11) * La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata
d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri. (Lc
1,52) * Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. (Lc
5,36/39) * Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un
vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo
non si adatta al vecchio. E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti
il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti. Il vino
nuovo bisogna metterlo in otri nuovi. E nessuno che beve il vino vecchio
desidera il nuovo, perché dice:” Il vecchio è buono “. (Lc
6,47/49) * Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi
mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato
molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il
fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita
bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica è simile a un uomo che ha
costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito
crollò; e la rovina di quella casa fu grande. (Lc
9,3/5) * Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né
denaro, né due tuniche per ciascuno. In qualunque casa entriate, là rimanete e
di là poi riprendete il cammino. Quanto a coloro che non vi accolgono,
nell’uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a
testimonianza contro di essi. (Lc
9,58) * Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli dal cielo i loro nidi, ma il
Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. (Lc
10,5/7) * In qualunque casa entriate, prima dite: pace a questa casa. Se vi sarà
un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su
di voi. Restate in quella casa mangiando e bevendo di quello che hanno, perché
l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. (Lc
11,17) * Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. (Lc
12,39/40) * Se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si
lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio
dell’uomo verrà nell’ora che non pensate. (Lc
14,28/33) * Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a
calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che,
se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono
comincino a deriderlo, dicendo: costui ha iniziato a costruire, ma non è stato
capace di finire il lavoro... Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi
averi, non può essere mio discepolo. (Lc
19,46) * La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca
di ladri! (Lc
20,17/18) * La pietra che i costruttori hanno scartato, è diventata testata
d’angolo? Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e a chi cadrà addosso,
lo stritolerà. (Gv
1,14) * E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi
vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di
verità. (Gv
2,16) * Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di
mercato. (Gv
14,1/7) * Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede
anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei
detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un
posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siete anche voi dove sono io. E
del luogo dove io vado, voi conoscete la via... Io sono la via, la verità e la
vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me,
conoscerete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto. (Gv
14,15/24) * Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre
ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo
Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo
conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi... Se
uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui
e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; la
parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. (Gv
17,10/22) * Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono
glorificato in loro. Io non sono più del mondo: essi invece sono nel mondo, e io
vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché
siano una cosa sola, come noi... Non prego solo per questi, ma anche per quelli
che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come
tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il
mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho
data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché
siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati
come hai amato me. (Gv
19,25/27) * Stavano presso la croce di Gesù... Gesù allora, vedendo la madre e
lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:” Donna, ecco il
tuo figlio! “. Poi disse al discepolo:” Ecco la tua madre! “. E da quel momento
il discepolo la prese nella sua casa. (Gv
20,26/29) * Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro
anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse:”
Pace a voi! “. Poi disse a Tommaso:” Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani;
stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo, ma
credente! “. Rispose Tommaso:” Mio Signore e mio Dio! “. Gesù gli disse:” Perché
mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno! “.
NUOVO TESTAMENTO
(At 2,44/48) * Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e
tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne
faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme
frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con
letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la stima di tutto il
popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che si
erano salvati.
(At 4,32/35) * La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore
solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva,
ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano
testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di
grande stima. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano
campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo
deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo
il bisogno.
(At 5,42) * E ogni giorno, nel tempio e a casa, non cessavano di insegnare e di
portare il lieto annunzio che Gesù è il Cristo.
(At 17,24/28) * Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è il
Signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani
dell’uomo né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di
qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli
creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la
faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del
loro spazio, perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a
tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci
muoviamo ed esistiamo, come anche alcuni dei vostri poeti hanno detto: poiché di
Lui stirpe noi siamo.
(1Cor 2,9/16) * Sta scritto infatti : “ Quelle cose che occhio non vide, né
orecchi udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per
coloro che lo amano “.
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito: lo Spirito infatti scruta
ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo
spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai
potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora , noi non abbiamo ricevuto lo
spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha
donato.
Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza
umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini
spirituali.
L’uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono
follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo
per mezzo dello Spirito. L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter
essere giudicato da nessuno. Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore
in modo da poterlo dirigere? Ora , noi abbiamo il pensiero di Cristo.
(1Cor 3,7/17) * Ora né chi pianta, né chi irriga è qualche cosa, ma Dio che fa
crescere. Non c’è differenza tra chi pianta e chi irriga, ma ciascuno riceverà
la sua mercede secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e
voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio. Secondo la grazia di Dio che mi è
stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi
vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce. Infatti nessuno
può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù
Cristo... Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in
voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il
tempio di Dio, che siete voi.
(1Cor 6,19/20) * O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo
che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti
siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
(1Cor 8,2/3) * La scienza gonfia, mentre la carità edifica. Se alcuno crede di
sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come bisogna sapere. Chi invece ama
Dio, è da lui conosciuto.
(1Cor 13,1/13) * Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non
avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E
se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la
scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma
non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie
sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità,
niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la
carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo
interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode
dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto
spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno;
il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è
imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto,
quello che imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo
da bambino, ragionavo da bambino. Ma, diventato uomo, ciò che era da bambino
l’ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma
allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora
conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose
che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la
carità!
(2Cor 5,1/10) * Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra
abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non
costruita da mani d’uomo, nei cieli. Perciò sospiriamo in questo nostro stato,
desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste: a condizione però di esser
trovati già vestiti, non nudi. In realtà quanti siamo in questo corpo,
sospiriamo come sotto un peso, non volendo venire spogliati ma sopravvestiti,
perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita. E’ Dio che ci ha fatti per
questo e ci ha dato la caparra dello Spirito. Così, dunque, siamo sempre pieni
di fiducia e sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal
Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Siamo pieni di fiducia e
preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore. Perciò ci
sforziamo, sia dimorando nel corpo sia esulando da esso, di essere a lui
graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo,
ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo,
sia in bene che in male. (Ef
2,4/22) * Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha
amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per
grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha
fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la
straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in
Cristo Gesù. Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non
viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa
vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone
che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo. Perciò ricordatevi che un
tempo voi, pagani per nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono
circoncisi perché tali sono nella carne per mano d’uomo, ricordatevi che in quel
tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai
patti della promessa, senza speranza e senza Dio in questo mondo.
Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventai i
vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha
fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era fra
mezzo, cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta
di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo
nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto
perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano
vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in
un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete
concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli
apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In
lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in
lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio
per mezzo dello Spirito. (Ef
3,17/19) * Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e
fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia
l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di
Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza
di Dio. (Eb
3,1/6) * Perciò, fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste, fissate
bene la mente in Gesù, l’apostolo e sommo sacerdote della fede che noi
professiamo, il quale è stato fedele a colui che l’ha costituito, così come lo
fu Mosè in tutta la sua casa. Ma in confronto Mosè, egli è stato giudicato degno
di una gloria tanto maggiore, quanto di un maggiore onore gode il costruttore in
confronto alla casa stessa. Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno; ma
colui che ha costruito tutto è Dio. In verità Mosè fu fedele in tutta la casa di
lui come servitore, per rendere testimonianza di ciò che doveva essere
annunziato più tardi; Cristo, invece, lo fu in qualità di figlio costituito
sopra la sua propria casa. E la sua casa siamo noi, a condizione che conserviamo
la libertà e la speranza di cui ci vantiamo.
(1Pt 2,4/7) * Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta
e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la
costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire
sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. Si legge infatti
nella Scrittura: Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e
chi crede in essa non resterà confuso. Onore dunque a voi che credete; ma per
gli increduli la pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra
angolare, sasso d’inciampo e pietra di scandalo.
(1Gv 3,23/24) * Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio
suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha
dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo
conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
(1Gv 4,15/16) * Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in
lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per
noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. (Ap
21/22) * Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra
di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la
nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per
il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono:” Ecco la dimora
di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed
egli sarà il ‘ Dio-con-loro ‘. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci
sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima
sono passate “. E Colui che sedeva sul trono disse:” Ecco, io faccio nuove tutte
le cose “; e soggiunse:” Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci. Ecco,
sono compiute! Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha
sete darò gratuitamente acqua dalla fonte della vita. Chi sarà vittorioso
erediterà questi beni; io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio. Ma per i vili
e gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i fattucchieri, gli
idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di
zolfo. E’ questa la seconda morte “.
Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette
flagelli e mi parlò:” Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell’Agnello “.
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la
città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della
gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima,
come pietra di diaspro cristallino. La città è cinta da un grande e alto muro
con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi
delle dodici tribù dei figli di Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre
porte, a mezzogiorno tre porte e ad occidente tre porte. Le mura della città
poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici
apostoli dell’Agnello. Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro,
per misurare la città, le sue porte e le sue mura. La città è a forma di
quadrato, la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con
la canna: misura dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono
eguali. Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarantaquattro braccia, secondo
la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo. Le mura sono costruite
con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. Le fondamenta
delle mura della città sono adorne di ogni specie di pietre preziose. Il primo
fondamento è di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il
quarto di smeraldo, il quinto di sardonice, il sesto di cornalina, il settimo di
crisolito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio,
l’undecimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. E le dodici porte sono dodici
perle; ciascuna porta formata da una sola perla. E la piazza della città è di
oro puro, come cristallo trasparente. Non vidi alcun tempio in essa perché il
Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha
bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la
illumina e la sua lampada è l’Agnello. Le nazioni cammineranno alla sua luce e i
re della terra a lei porteranno la loro magnificenza. Le sue porte non si
schiuderanno mai durante il giorno, poiché non vi sarà più notte. E porteranno a
lei la gloria e l’onore delle nazioni. Non entrerà in essa nulla d’impuro, né
chi commette abominio o falsità, ma solo quelli che sono scritti nel libro della
vita dell’Agnello.
Mi mostrò poi un fiume d’acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal
trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e da una parte e
dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce
frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni. E non vi
sarà più maledizione. Il trono di Dio e dell’Agnello sarà in mezzo a lei e i
suoi servi lo adoreranno; vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla
fronte. Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né
di luce di sole, perché il Sole Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei
secoli...
Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno
secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il
principio e la fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte
all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città.
PROGETTARE , COSTRUIRE E ABITARE
CON DIO
TERZA PARTE
PROGETTARE , COSTRUIRE E ABITARE CON DIO
Il progettare , costruire e abitare con Dio si
può riassumere nei seguenti dieci principi:
1)
Dio è l’origine, la sapienza
e l’amore del buon progettare , costruire e abitare ;
2)
Progettare , costruire e
abitare con Dio significa amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con
tutta la mente ;
3)
Progettare , costruire e
abitare con Dio significa amare il prossimo come Dio ci ha amati ;
4)
Progettare , costruire e
abitare con Dio promuove organicamente il buon vivere e il buon abitare ;
5)
A chi non approva un tuo
progetto o costruzione offri un altro progetto o costruzione ;
6)
Ama chi ostacola il tuo
progettare , costruire e abitare;
7)
Progetta , costruisci e
abita con umiltà e sarai esaltato ;
8)
Progetta , costruisci e
abita con verità e sarai santo ;
9)
Chiedi l’onesto e giusto
compenso per il tuo lavoro ;
10)
Progettare , costruire e abitare con carità sia una regola e non una eccezione
.
CONCLUSIONE Il
fondamento dell’architettura è l’amore , e
poiché Dio è amore , il
fondamento dell’architettura è Dio .
APPENDICE
ELOCUZIONE ARCHITETTONICA E AMORE ( Brano tratto dal mio libro “
Architettura e amore “ e leggermente modificato )
L’elocuzione architettonica è l’espressione delle idee e dei sentimenti fatta
artisticamente e scientificamente con forme adatte.
Un uso corretto dell’eloquenza, finalizzato ad un miglioramento della
comunicazione e quindi alla facilitazione della trasmissione dei significati
riposti nell’opera architettonica, è sinonimo di amore.
Le ‘doti’ dell’elocuzione sono principalmente: A) la chiarezza; B)
l’armonia; C) l’eleganza; queste ‘doti’ possono
scaturire soltanto da una luminosa sorgente di amore.
L’amore di Dio, la carità, l’amore per il prossimo
è il fondamento di una buona elocuzione architettonica, capace di commuovere ed
in grado di esprimere buone intenzioni architettoniche, buoni sentimenti e buoni
principi.
A) LA CHIAREZZA
La ‘chiarezza’ dell’elocuzione architettonica consiste nel fare in modo che i
pensieri componenti l’Architettura siano compresi subito e pienamente da chi
percepisce e fruisce. (L’ambiguità, ossia il doppio senso, è contraria alla
chiarezza).
La chiarezza dell’elocuzione architettonica si ottiene usando Purezza,
Proprietà di linguaggio, Convenienza.
A1) Purezza
Per ‘purezza’ dell’Architettura si intende che le forme architettoniche devono
appartenere all’uso vivo e buono dell’ambiente/contesto in cui si progetta e
costruisce. La purezza è offesa da: barbarismi, arcaismi, neologismi,
provincialismi e solecismi.
Barbarismi: sono forme di architetture straniere usate senza bisogno nel proprio
contesto;
Arcaismi: sono forme antiche non più usate o usate adesso con diverso
significato;
Neologismi: sono forme nuove introdotte nella nostra architettura senza
necessità, essendovi già la forma corrispondente; se la forma non vi è il
neologismo è buono e conviene usarlo;
Provincialismi: sono forme proprie dell’architettura di qualche provincia in
falsa imitazione;
Solecismi: errori di composizione architettonica dovuti a grave improprietà di
morfologia e di sintassi.
A2) Proprietà
Per ‘proprietà’ del linguaggio architettonico si intende che le forme devono
‘significare esattamente’ il nostro pensiero. Essa si ottiene evitando ciò che
la offende e osservando ciò che la favorisce. La proprietà dell'elocuzione
architettonica si offende per: difetto, eccesso, contraddizione.
Difetto: quando si adopera per esprimere il pensiero architettonico una forma
generica o un sistema formale che non traduce pienamente il concetto, risultando
così manchevole;
Eccesso: quando ci si esprime in maniera complicata senza ragione;
Contraddizione: quando si usano forme che indicano idee discordanti.
La proprietà è favorita invece dal buon uso dei sinonimi, dallo studio della
nomenclatura e delle etimologie.
Sinonimi: sono forme che hanno un significato fondamentale comune, ma
differiscono nei particolari;
Omonimi: sono forme uguali come significanti ma diverse nel significato;
Doppioni: sono forme di due significati, l’uno di uso dotto, l’altro più
popolare;
Nomenclatura: il complesso delle forme proprie di una scienza costruttiva, di
uno stile o delle parti di un oggetto architettonico;
Etimologia: la scienza che ricerca l’origine ed il vero senso delle forme.
A3) Convenienza
Dote affine alla proprietà, consiste nell’adattare le forme ed i sistemi formali
alla materia, al tempo, al luogo, alle persone del componimento architettonico.
B) ARMONIA
L’armonia nell’elocuzione architettonica è quel gradevole aspetto che le forme,
unite bellamente in schemi compositivi, danno a chi fruisce ed osserva e vive
l’opera. L’amore è la legge dell’armonia. L’armonia scaturisce da una visione
sistemica dell’Architettura, per cui la parte sta al tutto come il tutto sta
alla parte, al pari di un organismo vivente della natura.
C) ELEGANZA
L’eleganza dell’elocuzione architettonica consiste in una speciale grazia che
rende bella un’opera architettonica. Rifugge dall’artificio, volendo spontaneità
e trasparenza. La cura delle doti dell’elocuzione può concorrere ad ottenere
l’eleganza, ma essa dipende in massima parte dal ‘buon gusto’ e dal ‘buon senso’
dell’architetto come riflesso della ‘luce’ di Dio. In particolare si acquista
eleganza con l’usare nella progettazione naturalezza, varietà, semplicità e
soprattutto carità.
AMORE <----------------------------------------------------------------------------
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| |--- Purezza
----------------| |
| |---
CHIAREZZA ---|--- Proprietà --------------| ---- |
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| |--- Convenienza ----------| |
ELOCUZIONE --|--- ARMONIA
--------------------------------------------- |
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|---
ELEGANZA --------------------------------------------|
ABBREVAZIONI DEI LIBRI DELLA BIBBIA
Ab Abacuc
Mc Marco
Abd Abdia
Mic Michea
Ag Aggeo
Ml Malachia
Am
Amos Mt
Matteo
Ap Apocalisse
Na Naum
At Atti degli
apostoli Ne Neemia
Bar Baruc
Nm Numeri
Col Colossesi
Os Osea
1/2Cor
1/2Corinzi Pro
Proverbi
1/2Cr
1/2Cronache 1/2Pt
1/2Pietro
Ct Cantico dei
cantici Qo Qoelet
Dn
Daniele 1 Re 1
Re
Dt Deuteronomio
2 Re 2 Re
Eb
Ebrei Rm
Romani
Ef Efesini
Rt Rut
Es
Esodo Sal
Salmi
Esd Esdra
1 Sam 1 Samuele
Est
Ester 2 Sam
2 Samuele
Ez Ezechiele
Sap Sapienza
Fil Filippesi
Sir Siracide
Fm
Filemone Sof
Sofonia
Gal Galati
Tb Tobia
Gb
Giobbe 1/2Tm
1/2Timoteo
Gc
Giacomo 1/2Ts
1/2Tessalonicesi
Gd
Giuda Tt
Tito
Gdc Giudici
Zc
Zaccaria
Gdt Giuditta
Ger Geremia
Gio Giona
Gl Gioele
Gn Genesi
Gs Giosuè
Gv Giovanni
1/2/3Gv 1/2/3Giovanni
Is Isaia
Lam Lamentazioni
Lc Luca
Lv Levitico
1/2Mac 1/2Maccabei
N.B.
: Chiunque crede di progettare , costruire e abitare con Dio si impegni con
amore nella testimonianza della propria vita e del proprio operato .
INDICE
Introduzione
PARTE PRIMA :
1.
Prologo
2.
La missione degli architetti e dei costruttori
3.
Amore per la vita
4.
Livello globale e livello locale
5.
Bontà nell’agire
6.
I tre livelli
7.
Un nuovo orizzonte
8.
Ecosistemi spirituali
9.
Essere in armonia
10.Architettura ecologica
11.Il vivere socio-economico
12.Un vivere semplice
13.La fede e la fiducia
14.Esistenza ed efficienza
15.Dio nel mondo
16.Un abitare semplice
17.Il cuore dello spazio abitato
18.Il senso del ricovero
19.L’ospitalità
20.Funzione e verità
21.Umiltà e rispetto
22.Abitare con Dio
23.Una casa semplice
24.Architettura come espressione di buoni
sentimenti
25.Alla ricerca delle forme buone
26.Amore, stile e architettura
27.La volontà del committente
28.Un progettare semplice
29.Economia e progetto
30.Un buon architetto
PARTE SECONDA :
1.
Prologo
2.
Antico Testamento
3.
Vangelo
4.
Nuovo Testamento
PARTE TERZA
Progettare , costruire e abitare con Dio
CONCLUSIONE
APPENDICE : Elocuzione architettonica e amore
Abbreviazioni dei libri della Bibbia
Indice
La finalità principale
dell’Architettura è la realizzazione dell’amore di Dio nel mondo. Ciò significa
che l’Architettura è buona ed organica quando scaturisce da un atto di amore che
concorre al buon vivere ed al buon abitare e, quindi, alla libera e vera
espressione di buoni sentimenti e buone azioni.
" Progettare , costruire e
abitare con Dio " è un piccolo libro che concorre a promuovere la Verità del
Vangelo di Gesù Cristo nell’Architettura . Carlo Sarno . Fonte :
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